Pillole di permacultura... e caffè

Aggiornato il: apr 13

Questo è il nostro primo intervento nel BLOG ed abbiamo deciso di dare il via con un argomento e progetto che sosteniamo sin dalla nascita di Piacapau. Ci riferiamo da quanto creato dalla 7Elements Perù, organizzazione No Profit che ha sviluppato nella comunità indigena Yanesha in Perù, la produzione in Permacultura del caffè.



Che cos’è la Permacultura?

Fare permacultura è un insieme di pratiche che mirano a riequilibrare il rapporto tra uomo e pianeta. Secondo noi questa è l’introduzione più significativa che introduce il tema, ma andiamo più in fondo.

Fare permacultura vuol dire progettare e creare. Dopo un’analisi accurata del territorio, delle popolazioni locali e delle loro culture è necessaria una fase di progettazione e pianificazione. Proprio così, pianificazione… E’ uno dei principi base per cui non sarà possibile creare un sistema in permacultura senza un’attenta analisi e pianificazione, così come avviene per la costruzioni di edifici, stadi ed aeroporti. La progettazione è la fase principale perché è proprio qui che si deciderà quale piante utilizzare, quali azioni utilizzare, come l’uomo dovrà intervenire affinchè tutto risulterà integrato in un modello autosufficiente e sostenibile.


I progetti di permacultura possono differire per azioni e tecniche, ma tutti hanno in comune la creazione di un sistema sulla base di tre principi:

  • Cura per la terra: la progettazione di un eco sistema che permetta la crescita spontanea e naturale delle piante coinvolte, senza l’uso di fertilizzanti e pesticidi di natura chimica, neanche nei limiti consentiti dalla legge. Il tutto utilizzando tecniche diverse, come la policultura o creazione di compost organici provenienti dalle stesse piante coltivate.

  • Cura della persona: I produttori percepiscono il giusto valore per i loro prodotti. Viene valutato di fondamentale importanza soddisfare bisogni fondamentali quali cibo, abitazione, istruzione, lavoro.

  • Equa condivisione: I guadagni della comunità sono reintrodotti nella comunità stessa in forma di educazione, attrezzature e strutture, sanità.

Fare permacultura dunque vuol dire approcciare ad una evoluzione di quello che viene identificato come organico o biodinamico. E’ un discorso molto più ampio che include anche la creazione di una comunità di persone e la condivisione dei profitti. La permacultura infine può includere, nelle tecniche adottate, pratiche agricole diverse, come la policultura, biologico, biodinamico o altro.

Abbiamo deciso di rappresentare la permacultura con il disegno dei ragazzi di Yoby, che incentra molto bene il tema.


Yoby è una società di consulenza che supporta e aiuta le aziende e gruppi di lavoro nello sviluppo di nuove idee e soluzioni. www.thisisyobi.com.


Cos’è la 7elements Perù?

Giorgio Piracci è un biologo che vive dal 2005 in Perù. In questi hanni ha svolto diversi progetti mirati a migliorare la vita delle comunità locali in Perù, come la creazione di infrastrutture (esempio distribuzione dell’acqua potabile), etc.. E’ lui il creatore della 7 elements Perù, una ONG (organizzazione no profit creata da Giorgio) nata nel 2015 nella regione di Oxapampa in Perù. La 7 elements Perù è dunque un organizzazione attiva da tempo sul territorio per supportare la popolazione locale con progetti sociali e di formazione, che insegnano a coltivare i terreni secondo le tecniche della permacultura. Gli abitanti del luogo sono gli Yanesha, popolazione indigena che vive da generazioni nella foresta pluviale. Con alcuni produttori locali ha iniziato questo percorso e ci son voluti ben 3 anni per avere la prima produzione ufficiale di caffè lavorato in permacultura.


Troverete altre informazioni su www.the7elements.com.


Al centro del progetto quindi vi è il caffè. Solo Specialty Coffee che nasce in una riserva e viene coltivato secondo i criteri della permacultura, senza uso di pesticidi e fertilizzanti.

La 7elements segue e gestisce ogni fase della produzione e distribuzione dei loro caffè: dalla semina, passando per la coltivazione e la trasformazione, fino alla consegna.


Pratiche di permacultura nel progetto:

All’apparenza potrebbe sembrare un terreno incolto e abbandonato, ma quello creato è un sistema frutto di studio ed anni di lavoro. In termini agricoli faremo degli esempi di policoltura, ovvero dell’utilizzo di diverse coltivazioni che si supportano a vicenda. Parliamo dunque di sinergia tra le diverse piante, con apporto di nutrienti specifici, e/o con funzioni di protezione da insetti o malerbe, utilizzo di piante che a loro volta possono apportare benefici diretti alla comunità.


  • Coltivazione di Inga: Inga è una pianta leguminosa, molto alta. Offre ombra alle piante di caffè e libera azoto nel terreno. La pianta produce dei baccelli enormi che possono essere mangiati.

  • Coltivazione di Banano e Platano: Piante dalla crescita continua, offrono ombra, e sono dei Bio Cumulatori, ovvero le radici profonde riescono a recuperare dal terreno tutti quei nutrienti che sono arrivati in profondità trasportati dal tempo e dalle piaggia. Questi nutrienti li accumula nel suo fusto. Tagliando dunque le piante e facendole a pezzettini, questi vengono distribuiti sul terreno utilizzandolo come fertilizzante e pacciame, quindi copre il suolo dalla pioggia diretta e dal sole, e conferisce al terreno quei nutrienti che erano stati persi. Inoltre sia la banana che il plano sono fonte di cibo, ed entrano a far parte della dieta dei coltivatori.

  • Coltivazione di noccioline: Le noccioline sono piante basse, creano dei tappeti intorno alle piante di caffè proteggendo il suolo, sono fonte di cibo, libera azoto e fanno contrasto alle malerbe.

  • Coltivazione di passion fruit: questa è una nuova pratica che stanno provando, ovvero la coltivazione simultanea del passion fuit con la pianta di caffè. Incrociando diversi tipi di piante, sfruttando al meglio il terreno e supportando una coltivazione con l’altra. La pianta del passion fruit cresce e si arrampica e crea un tetto d’ombra alla pianta di caffè. Sotto ci saranno le piante di caffè che cresceranno alla sua ombra. Anche in questo caso il maracuia è fonte di cibo.


Benefit dei coltivatori:


Economica in primis. Nessuna fuoriuscita di denaro per acquisto di materiali agricoli. No concimi, no pesticidi, no fertilizzanti, no fungicida. Zero spese. Tutto quello di cui hanno bisogno proviene dalla loro progettazione, dai concimi che loro creeranno. Zero aiuti esterni. Loro della 7elements quindi insegnano le pratiche agricole necessarie per poter creare il loro eco-sistema autosufficiente.

Il caffè è pagato cash con pagamenti più alti (circa il 40% - 50% in più rispetto al prezzo comune locale).

Il 10% degli utili viene reinvestito nella comunità, con acquisto di materiali, creazione di infrastrutture.

Con la policultura non dovranno acquistare buona parte di prodotti da esterni perché loro stessi la produrranno, anzi potranno anche rivendere.


Per concludere...


Terminiamo il nostro post di introduzione alla permacultura. Ne seguiranno altri scritti grazie all’intervento di specialisti, di chi è sul campo e può raccontare ciò che è stato maturato con l’esperienza.


Lancio un messaggio a tutti i coffee lovers e baristi specializzati.


Con la permacultura si crea una nuova visione di quello che è lo specialty coffee. Non solo punteggi SCA, non solo sapori esotici, c’è dell’altro. Entra in gioco l’agricoltura, vera sostenibilità, parliamo di natura e di persone. Mi piace immaginare lo Specialty Coffee in questo modo, il valore della la tazza finale è frutto di un lavoro agricolo che ha contribuito al benessere della natura e dell’essere umano.

Noi la consideriamo come la massima espressione dello Specialty Coffee.


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